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Bilanciamento Dinamico vs Bilanciamento Statico: Qual è la scelta migliore per i sistemi di accumulo energetico su larga scala?

Con la crescita globale delle energie rinnovabili, i sistemi di accumulo energetico su larga scala (ESS) stanno diventando essenziali per la gestione della rete, il peak shaving, il backup energetico e l’integrazione di solare e eolico. Uno dei fattori tecnici più importanti per l’affidabilità e la sicurezza di un ESS è il bilanciamento delle celle della batteria.

Oggi predominano due approcci principali:

  • Bilanciamento statico (passivo)

  • Bilanciamento dinamico (attivo)

La scelta della strategia di bilanciamento influenza direttamente la durata del ciclo, l’efficienza, la sicurezza e il ritorno economico dell’ESS. Questo articolo confronta entrambe le metodologie e spiega perché il bilanciamento dinamico è la soluzione preferita per i moderni sistemi LFP su larga scala.

Cos’è il bilanciamento delle celle della batteria?

Anche le celle al litio di alta qualità presentano piccole differenze in capacità, resistenza interna e comportamento della tensione. Nel tempo, queste discrepanze possono crescere, causando:

  • Riduzione della capacità utilizzabile

  • Invecchiamento accelerato

  • Maggior rischio termico

  • Instabilità del sistema

  • Comportamento di carica/scarica non uniforme

Il Battery Management System (BMS) utilizza il bilanciamento per mantenere tutte le celle a tensioni simili. Un bilanciamento corretto è essenziale per garantire prestazioni, efficienza e sicurezza a lungo termine, soprattutto nei sistemi ESS ad alta capacità.

Bilanciamento Statico (Passivo)

Come funziona il bilanciamento statico

Il bilanciamento statico rimuove l’energia in eccesso dalle celle con tensione più alta convertendola in calore attraverso resistori.

In pratica:

Il BMS “brucia” l’energia in eccesso per equalizzare le celle.

Caratteristiche del bilanciamento statico

  • Corrente di bilanciamento bassa (tipicamente 30–200 mA)

  • Funziona principalmente durante la carica

  • Semplice e poco costoso

  • Inefficiente e genera calore

 

Vantaggi del bilanciamento statico

  • Costo basso

  • Design semplice

  • Adatto a piccoli ESS domestici o dispositivi elettronici di bassa potenza

 

Svantaggi del bilanciamento statico

  • Troppo lento per celle LFP ad alta capacità

  • Energia sprecata come calore

  • Non funziona durante la scarica

  • Aumenta lo stress termico

  • Influenza limitata sulla durata del ciclo

Per i sistemi di accumulo su larga scala, il bilanciamento passivo rappresenta un limite significativo.

Bilanciamento Dinamico (Attivo)

Come funziona il bilanciamento dinamico

Il bilanciamento dinamico trasferisce energia tra le celle invece di dissiparla. L’energia delle celle con tensione più alta viene trasferita a quelle con tensione più bassa tramite induttori, condensatori o convertitori DC/DC.

In pratica:

L’energia viene riutilizzata anziché sprecata.

 

Caratteristiche del bilanciamento dinamico

  • Corrente di bilanciamento elevata (1–10 A o più)

  • Funziona durante carica e scarica

  • Alta efficienza, minima generazione di calore

  • Richiede algoritmi BMS avanzati

 

Vantaggi del bilanciamento dinamico

  • Alta efficienza energetica

  • Bilanciamento veloce, ideale per celle LFP da 280–320 Ah

  • Bilanciamento continuo (carica + scarica)

  • Migliora la durata del ciclo riducendo lo stress sulle celle

  • Aumenta la sicurezza prevenendo sovraccarichi e scariche profonde

  • Massimizza la capacità utilizzabile

  • Perfetto per ESS industriali, commerciali, microgrid e utility-scale

 

Svantaggi del bilanciamento dinamico

  • Costo iniziale più elevato

  • Progettazione più complessa

  • Richiede un BMS avanzato

Bilanciamento Dinamico vs Statico: Confronto dettagliato per ESS su larga scala

Nel confronto tra le due metodologie, emergono differenze sostanziali.

Il bilanciamento statico equalizza le celle ad alta tensione dissipando energia in calore. Sebbene economico e semplice, è lento, inefficiente e non adatto a celle LFP ad alta capacità. Non funziona durante la scarica, genera calore aggiuntivo e offre benefici limitati sulla durata delle batterie.

Il bilanciamento dinamico, invece, trasferisce energia tra le celle e supporta correnti elevate, consentendo un equalizzazione rapida e precisa. Funzionando sia in carica che in scarica, mantiene stabile il profilo di tensione delle celle, riduce i rischi termici e aumenta significativamente la durata del ciclo. Nonostante costi iniziali più alti, offre evidenti vantaggi in termini di efficienza, sicurezza e ritorno economico.

In sintesi: il bilanciamento statico è sufficiente per piccoli sistemi, mentre il bilanciamento dinamico è indispensabile per ESS su larga scala.

Quale metodo è migliore per gli ESS su larga scala?

Per gli ESS moderni su larga scala, soprattutto con celle LFP da 280–320 Ah, il bilanciamento dinamico è chiaramente superiore.

Perché scegliere il bilanciamento dinamico:

  • Equalizzazione rapida e precisa delle celle

  • Riduzione dello stress termico

  • Durata del ciclo più lunga

  • Maggiore capacità utilizzabile

  • Stabilità in applicazioni ad alta corrente (C-rate)

  • Riduzione del costo livellato di accumulo (LCOS)

  • Compatibile con sistemi BMS predittivi basati su AI

Il bilanciamento dinamico è ormai lo standard industriale per i grandi ESS.

Conclusione

Il bilanciamento dinamico offre prestazioni superiori, maggiore efficienza e sicurezza per gli ESS su larga scala. Sebbene il bilanciamento statico possa essere utile per piccoli sistemi, non è adatto per applicazioni industriali o connesse alla rete.

Per massimizzare capacità, durata del ciclo e sicurezza a lungo termine, i sistemi LFP su larga scala dovrebbero utilizzare bilanciamento dinamico (attivo).

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